MONTREAL EXPO67


 

Inizialmente, il salone internazionale dell’EXPO del 1967 si sarebbe dovuto tenere a Mosca, in Unione Sovietica, in concomitanza con le celebrazioni del cinquantenario della Rivoluzione d’Ottobre.

Si tenne invece a Montreal e le sue porte il 28 aprile 1967, in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni della confederazione canadese. All’ingresso del padiglione “L’uomo produttore”, si trovavano due esemplari di un prototipo progettato da Marcello Gandini su telaio Giulia Sprint GT. La Montreal diventerà auto di produzione soltanto tre anni dopo, con una meccanica del tutto nuova e una carrozzeria rivista. 

Archivio Storico Alfa Romeo – Prototipo Alfa Montreal mentre viene caricata in aereo per il Canada 🇨🇦

L’anno prima gli organizzatori della kermesse canadese avevano scelto l’Alfa Romeo per creare un modello di autovettura che potesse rappresentare la “massima aspirazione raggiungibile dall’uomo in fatto di automobili”, in modo da esporlo quale simbolo tecnologico dell’Expo.

Nel 1970 venne presentata al Salone dell’automobile di Ginevra la versione definitiva della coupé. Montava un motore V8 abbinato ad un raffinato cambio manuale 5 marce ZF invertito con iniezione meccanica Spica, la cilindrata era di 2593 cm³ ed erogava 200 cavalli a 6500 giri, 24 kgm di coppia a 4750 giri, 224 km/h di velocità massima e 28 secondi per percorrere il chilometro con partenza da fermo; 0–100 km/h in circa 7 secondi.

La gamma di colori disponibili variava dalle tinte pastello blu medio, verde, grigio escoli, rosso cina, arancio e nero, alle tinte metallizzate marrone, argento, arancio, oro e verde.

Era un’automobile destinata a una clientela di un certo rango e anche il prezzo di listino lo dimostrava, così come i molti equipaggiamenti disponibili in opzione.

Nel 1972 la rivista Quattroruote organizzò, per sondare le doti di resistenza e affidabilità della Montreal, una prova di durata da Reggio Calabria fino a Lubecca, impiegando poco meno di venti ore. Considerando che il percorso misurava 2.574 km, i tester riuscirono a percorrerlo, soste e rifornimenti compresi, a una velocità media di 130 km/h circa.

La Montreal non venne impegnata ufficialmente in competizioni sportive, ma venne comunque utilizzata da piloti privati nel campionato europeo turismo. Ciò nonostante il suo motore derivava da quello della sua antenata, la 33 Stradale, che, assieme alla meccanica, venne usato dalla casa del Biscione sia per le gare di motonautica, vincendo il campionato mondiale offshore nel 1971 e poi dal 1973 al 1975, sia per il mondiale sport prototipi dove trionfò nel 1975 e nuovamente nel 1977. La stessa unità venne usata dalla casa milanese per le motorizzazioni speciali GTV Turbodelta e GTS dell’Alfetta GT.

Le versioni da corsa venivano potenziate con configurazioni che potevano  raggiungere anche  i 3000 cm³ e i 340 CV. Da questo motore fu derivato anche un propulsore entrobordo per le gare marine, che vinse i campionati mondiali del 1971, 1973, 1974 e 1975.

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