“Sorci Verdi”


Avete mai sentito l’espressione “vi abbiamo fatto vedere i Sorci Verdi”, sapete da dove arriva? No? Ve lo diciamo noi!

La 205aSquadriglia da bombardamento “Sorci Verdi” era una squadriglia della Regia Aeronautica appartenente al 41° Gruppo BT (bombardamento terrestre) del 12° Stormo inquadrato nella III Squadra aerea. Tutti gli aerei di questa squadriglia portavano disegnati sulla fusoliera, al di sopra della linea bianca che correva attorno all’aereo, giusto davanti al portellone, tre topi verdi, ritti sugli arti posteriori.

La 205afu la prima delle squadriglie italiane a ricevere i trimotori Savoia Marchetti SM 79 nell’ottobre 1936. Lo “Sparviero” era un velivolo adattato al ruolo di bombardiere, essendo nato in realtà come trasporto postale a lungo raggio ed erano l’orgoglio della aviazione Italiana. Costruito in circa 1200 unità, era motorizzato da tre motori ALFA ROMEO 126 RC-34 da 750/790 CV con 14 cilindri a doppia stella.

Una squadriglia di SM 79 CS partecipò alla gara di velocità sul percorso Istres (Francia) – Damasco – Parigi indetta in sostituzione della trasvolata atlantica del Trofeo Lindbergh nell’agosto del 1937. Furono dipinti con il colore da corsa Italiano (il rosso) e avevano disegnato sulla fusoliera una striscia verde bordata di bianco con i tre topolini verdi in bella mostra come distintivo della squadriglia. Al timone di questi aerei vi erano i migliori piloti italiani, che si piazzarono al 1°, 2° e 3° posto facendo vedere a tutti i “sorci verdi”.

Una storia poco nota ai più riguarda il “20° Gruppo caccia” del 51° Stormo, il quale, dopo aver battuto in un’esercitazione i Sorci Verdi con i nuovi monoplani Fiat G.50, adottò come simbolo un gatto nero che uccideva con gli artigli tre topolini verdi. Alla fine della missione, all’apice di una grande euforia per aver sconfitto i blasonati avversari, i piloti dei caccia coniarono una frase destinata a diventare famosa e ripresa come motto popolare: “Finalmente i signori dei “Sorci Verdi” hanno trovato il loro gatto!”. Questo nuovo distintivo causò l’irritazione dei piloti del 12° Stormo, che pretesero che i tre topolini venissero ridipinti di grigio, cosa che fu effettuata per qualche tempo. Al ritorno in patria, fu riformato il 51° Stormo, il quale riprese come simbolo quello del Gruppo (i cui topolini nel frattempo erano tornati verdi), per cui venne da allora detto dei “Gatti Neri”.

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