Buon Compleanno Ingegnere


Nicola Romeo (1876-1938)

di Filippo Ruggeri

Nicola Romeo nacque a Sant’Antimo (provincia di Napoli) il 28 aprile 1876, da una famiglia povera e numerosa, suo padre era un insegnante. Nonostante le modeste condizioni economiche, riuscì a diplomarsi presso l’Istituto tecnico di Napoli e successivamente a conseguire, a soli 23 anni, la laurea in ingegneria civile presso la Scuola di applicazione (divenuta ai giorni nostri facoltà di ingegneria dell’Università degli studi di Napoli Federico II). Nello stesso anno si trasferì a Liegi per approfondire gli studi in ingegneria elettrotecnica, completando la propria formazione in Francia e in Germania. Nel 1902 venne assunto dalla società inglese Robert Blackwell & C., specializzata nella fornitura di materiali per la trazione ferroviaria e la trasmissione dell’energia elettrica. Non somigliava agli altri capitani d’industria perché era più basso di statura, era calvo e aveva dei grossi baffi, ma grazie alla sua capacità di rapportarsi con gli altri, alla sua simpatia e alle sue doti persuasive, riuscì ben presto ad affermarsi, tant’è che gli industriali lo soprannominarono “la Sirena”.

Nel 1905 si sposò con la figlia di un ammiraglio della marina portoghese, Angelina Valadin, che gli diede sette figli, tre maschi e quattro femmine di cui una fu chiamata Giulietta e gli altri Maurizio, Edoardo, Nicola, Elena, Piera e Irene. Angelina non conosceva bene l’italiano e nei primi anni di matrimonio in famiglia si parlava francese. La moglie studiava alla Scala di Milano ed aspirava ad una carriera artistica, era infatti una pianista dotata anche di notevoli qualità canore ma non potè realizzare i suoi sogni perché il marito le impose di scegliere tra la carriera e il matrimonio. Angelina doveva essere solo sua e poteva cantare per lui ed i suoi figli, non voleva dividerla con nessuno.

Nicola Romeo incuteva, sia in famiglia che nel lavoro, una sorta di timore reverenziale, era una persona eclettica e carismatica. Se da un lato spiccano la sua generosità, l’autoironia, la simpatia, il suo amare la propria famiglia che lo portava a trascorrere molto tempo con i suoi sette figli e la moglie, dall’altro era uno studioso preciso, sempre alla ricerca di cose nuove. Anche se non guidava personalmente, viaggiava naturalmente su vetture Alfa Romeo e si racconta che i suoi figli avendo instaurato una certa confidenza con l’autista e gli si rivolgevano dandogli del tu, e, una volta che Nicola se ne accorse, vennero redarguiti dicendo che era un lavoratore e che come tale ha il diritto al massimo rispetto; da quel giorno i suoi figli tornarono nuovamente a dare del lei all’autista.

L’ingegnere non aveva dimenticato le sue origini umili, era anche un uomo generoso e le sue opere di carità gli valsero la nomina anche a Cavaliere della Gran Croce della Corona italiana, infatti subito dopo la prima guerra mondiale, aveva donato un milione di lire per la creazione di un asilo per bambini orfani e senza tetto. Grazie alla generosità di questo gesto, fu nominato cittadino onorario di Napoli.

Determinante fu il suo ruolo per le sorti dell’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili perché, nonostante un inizio promettente, poco prima della Grande Guerra, l’A.L.F.A. entrò in un periodo di crisi e il 28 settembre 1915 fu posta in liquidazione, venne salvata dalla Banca italiana di Sconto che possedeva la maggioranza delle azioni, il 2 dicembre Romeo riuscì a portare a termine l’acquisizione dello stabilimento del Portello, presso Milano, della Anonima lombarda fabbrica automobili (ALFA), società fondata nel 1909 per rilevare l’attività della filiale italiana della casa automobilistica anglo-francese Darracq. Finito il conflitto mondiale, fu difficoltoso riconvertire la produzione civile dopo aver costruito motori di aviazione, di trattori e proiettili per artiglieria, Dopo una battaglia legale con i vecchi proprietari per l’utilizzo del nome Alfa, l’azienda cominciò a commercializzare con il marchio Alfa Romeo le vetture prodotte al Portello. L’ingegner Romeo dimostrò il suo talento imprenditoriale riavviando la produzione automobilistica e facendo partecipare le proprie vetture alle prime importanti gare, dove le Alfa erano sempre ai massimi livelli di competività. Nel 1925, con la P2 progettata da Vittorio Jano arrivò il primo successo iridato vincendo il Campionato del Mondo a Monza con l’asso Gastone Brilli Peri seguito da Giuseppe Campari (“el negher”). Nicola Romeo ha reso vincente l’immagine dell’Alfa, le sue vetture sono state guidate dai più temerari piloti come Ascari, Campari, Sivocci, Ferrari e tanti altri hanno trionfato nelle più importanti corse e circuiti dell’epoca tipo Spa-Francorchamps, Monza, la Targa Florio, donandoci un blasone e rispetto che ancora oggi è vivo nei cuori di ogni sportivo ed appassionato di automobilismo. A dicembre dello stesso anno, la S.A. Ing. Nicola Romeo & C. si sciolse e Pasquale Gallo fu nominato Direttore generale; all’ingegnere Romeo venne offerta la carica di presidente onorario, che conservò fino al 1928. Nel 1929 fu nominato Senatore del Regno partecipò autorevolmente in aula a importanti discussioni intorno ai problemi della difesa nazionale, asserendo la necessità di una totale indipendenza dell’industria italiana nelle costruzioni aeronautiche. Ritiratosi nella sua villa di Magreglio, dove visse i suoi ultimi anni di vita, si spense il 15 agosto 1938.

Intitolazione Via Nicola Romeo, in foto Vice-Sindaco Roberto Rugolotto, Filippo Ruggeri (Mito Club Jesolo) e Carlo Bindi (Green Cloverleaf)

Nel dicembre 2011 sotto mia richiesta proposi allo Staff del Mito Club Jesolo che approvò all’unanimità, la domanda per l’intitolazione di una strada nella Città di Jesolo a Nicola Romeo, che fu subito accolta con favorevole entusiasmo dal Sindaco e dall’Amministrazione Comunale. Dopo tutto l’iter burocratico, nell’agosto 2014, siamo stati informati che la nostra richiesta è stata accolta e approvata anche dal Prefetto. Alla presenza del Dott. Marco Fazio, responsabile di Alfa Romeo Automobilismo Storico, abbiamo fatto l’annuncio nella quarta edizione del nostro raduno di casa “Un Mare di Mito, Un Mare di Alfa” e l’anno seguente una volta finiti i lavori finalmente abbiamo inaugurato la strada alla presenza delle massime autorità cittadine.

Giulia, Sina SPA

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Unico…grande @kimimatiasraikkonen @mintturaikkonen

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Vi aspettiamo per scambiarci gli auguri di Natale e trascorrere una piacevole giornata insieme!!! https://www.mitoclubjesolo.it/mcj/pranzo-di-natale-2021/